Ultime recensioni

D - la Repubblica delle donne

Francesca Frediani


Cronache della seconda vita

Rolling Stone

Alcide Pierantozzi


Percival Everett

l'unitÓ

Marco Petrella


Strip book - Deserto americano

l'unitÓ

Sara Antonelli


L'uomo che non sapeva morire

TTl-la stampa

Dario Voltolini


C'Ŕ in America il clone di Ges¨

domenica - sole 24 ore

Luigi Sampietro


Resurrezione e condanna

Rolling Stone

Alcide Pierantozzi


Q&A - Intervista a Everett

Percival Everett

Percival Everett

Deserto americano


pp. 264 ľ Ç 16

Traduzione di Marco Rossari
Prima edizione novembre 2009

Formato
ISBN
Prezzo
ed. a stampa
9788895842431
13,60 16,00



È una realtà sconvolgente, una trasformazione radicale, impossibile, quella da cui trae inizio questo romanzo. Theodore Street, stanco di tutto e di tutti, esce di casa deciso a porre fine alla sua esistenza. Soluzione suicidio. Street ha fallito su tutti i fronti: la sua carriera universitaria si è inceppata, il suo matrimonio a rotoli. Nemmeno l’amore per i figli e le scappatelle con le studentesse gli bastano più. E mentre a bordo della sua Lancia si sta recando al luogo prescelto per togliersi la vita, viene centrato da un camion. Risultato: un corpo senza testa e una testa. Decapitato.
Nel bel mezzo del suo funerale, Street, a cui la testa è stata malamente riattaccata, si risveglia; come se niente fosse esce dalla bara e, tra lo sgomento dei presenti – lì, cerimoniosi a porgere quello che pensavano fosse l’ultimo saluto –, li squadra “ad uno ad uno ricordandone la voce e ciò che di buono o di cattivo avevano detto o fatto nei suoi confronti”, liberandosi così del male che aveva dentro. E dev’essere stata una purificazione singolare perché da quel momento, da morto, Theodore Street è un altro uomo.
È, però, l’inizio dell’inferno. I media strepitano, si accampano di fronte a casa sua, si contendono l’intervista esclusiva con il morto, anche perché un uomo così – cioè un morto redivivo – fa gola a molti: ai fondamentalisti e ai fanatici religiosi che lo credono rispettivamente un demonio incarnato e il messia; all’esercito, smanioso di poter creare (e clonare) un plotone di soldati invincibili. Sì, perché Ted Street, apparentemente, non può più morire, è invulnerabile, non ha alcuna funzione vitale, eppure è lì, più uomo di prima, vivo nella sua vita a spiegare perché non è morto, a fare i conti con la crisi del suo matrimonio, col terrore che i figli provano nei suoi confronti e con l’inaspettata capacità di entrare nella mente e nel passato delle persone.
Everett, naturalmente, sta parlando di tutt’altro, la sovrastruttura è implicita ma invisibile. Il messaggio invece è durissimo: quello che appare come un thriller che fa ridere dalla prima all’ultima riga è in realtà una profonda riflessione sulla morte – sulla tentazione di non esistere – e sul senso della vita. Un attacco alla deriva del mondo occidentale contemporaneo.

Percival Everett

Nato nel 1956 nella base militare di Fort Gordon, in Georgia, dove il padre prestò servizio come sergente prima di diventare dentista, Percival Everett insegna scrittura creativa e letteratura alla University of Southern California. Alla carriera accademica è arrivato dopo una laurea in filosofia a Miami e un percorso irregolare, prima chitarrista jazz, poi addestratore di cavalli e rancher, infine professore di liceo. Sposato con la scrittrice Danzy Senna, nel tempo libero dipinge e pratica la pesca alla mosca, passioni che ama condividere con alcuni dei suoi personaggi.
È autore di oltre venti libri tra romanzi, raccolte e saggi, e ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti come l'Academy Award in Literature, lo Hurston / Wright Legacy Award, lo Usa Pen Literary Award e, in Italia, il Premio Gregor von Rezzori. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo.

Video e News

Dello stesso autore